Stagione teatrale 2026/2027

trentun anni dopo · anno 31° · 1996-2027

Il Monumento di Eduardo De Filippo, foto di scena: un uomo seduto in controluce davanti a un sipario di tulle con figure in ombra

Anonima Romanzi Teatro Elicantropo e Fondazione Eduardo De Filippo presentano

Il Monumento

di Eduardo De Filippo

Con gli allievi del L.T.P.

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Nel 1970, in Italia e all'estero, Eduardo è una celebrità, ma a Napoli per il San Ferdinando nessuno lo aiuta. Il monumento è lui, e lui lo sa. Se non lo è ancora diventato, rischia di diventarlo molto presto. Un monumento in sé è un simulacro, una cosa morta, zeppa di retorica nazionalista e guerrafondaia, fatta di medaglie al valore, di eroismo, di ipocrisia patriottica. Tutte cose che Eduardo non ama.

Per questo, Eduardo smonta il monumento in quanto trionfalismo della retorica militarista, facendolo diventare un ritrovo per un'umanità smarrita, piccola, senza futuro, qualcuno la direbbe fatta di scarti della società. Quest'opera risente di una crepuscolare amarezza, di una sorta di neo pessimismo cosmico, è un'opera nera. La penna dell'autore delinea personaggi spezzati, frattaglie di personaggi, tirati fuori dalle sue opere precedenti, senza però lo stesso spessore, personaggi che gli girano intorno, che pullulano la sua immaginazione al solo scopo di accompagnarlo verso la fine.

  • frutto del lavoro degli allievi del Laboratorio di Studi Eduardiani del Teatro Elicantropo
  • con Raffaella Aloisi, Guido Arciuolo, Flavia Casale, Giulia Andrea Cascella, Greta Giordano, Amalia Luce, Cristina Moccia, Anita Monti, Sara Nocerino, Fabrizio Pollio, Benedetta Scarpati, Morena Senese, Sara Stellabotte, Alessandro Stingo
  • musiche originali Antonio Sinagra · adattamento Giuseppe Rocca · disegno luci Andrea Iacopino
  • aiuto regia Aniello Mallardo, Cecilia Lupoli, Mariachiara Falcone
×
Barabba di Antonio Tarantino, Silvio Barbiero in scena

Tarassaco Teatro presenta

Barabba

di Antonio Tarantino

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Il Barabba di Tarantino lo ritrovi nelle pieghe dello stato d'animo di ognuno. Le sue parole riecheggiano nelle proteste che la nostra paura strozza in gola. Barabba è la furia sgangherata che nascondiamo alla vista degli altri. È il rivoluzionario che abbiamo sempre sognato e temuto. Barabba alla fine si salva davvero in Tarantino, nostro contemporaneo che scriveva come un classico, universale e intimo. Barabba è lo sfogo, la risata dissacrante, un uomo perduto in mille sfaccettature deliranti e nobili.

Con "Barabba", opera composta nel 2010, inedita fino ad oggi, Antonio Tarantino, come nei suoi drammi d'esordio, torna a dare nuova vita ad un personaggio di ascendenza evangelica. Quasi integralmente in versi, in una lingua impietosa senza più privilegi di rango, dove si mescolano commedia e tragedia, il personaggio di Barabba incarna un teatro di emozioni in cui oscillano, come maschere appese a un filo, il nostro bisogno di salvezza, la nostalgia rabbiosa di un fondamento, di un'origine. È Scatorchio fattosi Scarozzante per gli amici Barabba. Gesù Barabba per la precisione.

  • diretto e interpretato da Silvio Barbiero
×
Alienate, Francesca Ritrovato in scena con una corona di luci sul capo

Teatro di Anghiari presenta

Alienate

di e con Francesca Ritrovato

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

I ragazzi incontrati nel Centro di salute mentale di Girifalco sono pieni di storie, e di storie è pieno l'archivio che raccoglie le cartelle cliniche dei tanti pazienti passati in quel luogo, dal 1881 a oggi. Ho trovato, tra quelle vecchie carte, la vita di gente dei miei luoghi. Individui che, in numerosi casi, nulla avevano a che fare con la psichiatria. Narro di loro con lo sguardo aperto verso il mondo e l'anima rivolta ai luoghi che m'appartengono. Narro del mio viaggio, del mio cercare, tra solitudini e speranza, tra me e l'altro, tra l'andare e il tornare. Tornare nei luoghi dai quali sempre mi allontano e dove sempre ritorno.

Ho una guida autorevole in questa mia ricerca. È lo sguardo di Eugenio Borgna, psichiatra, filosofo, scrittore e conoscitore della fragilità dell'animo umano, teorizzatore di un ascolto gentile necessario tra gli esseri umani, tutti. Indispensabile, quando ci troviamo di fronte al dolore della mente e del corpo feriti.

  • musiche eseguite dal vivo da Fabio Macagnino
  • collaborazione artistica Alfonso Postiglione
×
Nuda, omaggio a Marilyn Monroe, Rosalba Di Girolamo in scena davanti al volto proiettato di Marilyn

Baba Yaga Teatro presenta

Nuda

omaggio a Marilyn Monroe

di e con Rosalba Di Girolamo

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Una Marilyn Monroe intima e sconosciuta racconta le forme della sua anima. Una donna qualsiasi che, protetta dal gioco del Teatro e travestita nell'intoccabile icona della bellezza, riesce finalmente a raccontare l'irraccontabile. Perché persino Lei, il simbolo del successo, visse silenziosamente l'inferno, a causa degli abusi perpetuati sulla sua persona. NUDA è uno spettacolo dedicato a tutte le Donne, che prende a prestito la fama immortale di Marilyn per denunciare le mille forme dell'abuso, dando voce a quante non saranno, come Lei, consegnate all'immortalità.

Dopo cinquant'anni dalla scomparsa di Marilyn Monroe, emergono i suoi diari personali. Nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962 muore in circostanze ancora oscure, Marilyn, icona della bellezza e amante dell'allora presidente degli Stati Uniti. Oggi muoiono continuamente e in circostanze varie le identità di centinaia di donne. Un filo rosso lega queste storie: la fragilità del corpo della donna quando è consegnato al potere e un filo nero le tesse: la morte dell'identità della Donna.

  • elaborazioni audio Mauro Spenillo
  • regia Fulvio Cauteruccio
×
Mutu di Aldo Rapè, i due fratelli stretti in un abbraccio

Prima Quinta presenta

Mutu

di Aldo Rapè

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Saro e Salvuccio. Il prete e il mafioso. Una storia di due fratelli. Due vocazioni a confronto. Due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio. Insieme dopo tanti anni. Muti, tutti muti per anni, muti per fame e per necessità. Ma un giorno la coscienza ed il sangue cominciano ad urlare. La mafia e la chiesa, come pretesto per parlare del vero male che colpisce i due protagonisti: la solitudine ed il vuoto esistenziale che esiste nella nostra civiltà.

  • con Aldo Rapè e Gaspare Balsamo
  • regia Lauro Versari

Miglior spettacolo straniero 2012 · Festival Avignon Off 2012 · Official Selection Italian Theatre Festival – New York 2014

×
Antigone non muore, Clara Galante in scena avvolta da fili e radici Foto Azzurra Primavera

Naufragar m'è dolce presenta

Antigone non muore

di Elvira Buonocore

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Cosa fa una Antigone rimasta viva? Sono passati secoli da quando fu rinchiusa a forza in una caverna. Ma la nostra Antigone non ha consumato la propria esistenza in un solo gesto. Non si è impiccata. È ancora tra noi. I capelli, intrecciati come si intreccia il dolore nelle leggende popolari, hanno superato le caviglie, i piedi scavando continuamente nello stesso punto, hanno penetrato la terra.

Ciò che era un tempo, adesso è corpo di natura, pianta secolare, corteccia, chioma. Tenta di liberarsi dal peso dell'eredità familiare, dei legami imposti e le migliaia di allestimenti e interpretazioni fatte nei secoli. Scava sotto la superficie del mito, lo rivoluziona, capovolge, fino a rompere la quarta parete per uscire un giorno forse, a riveder le stelle.

  • elaborazione drammaturgica e costume Clara Galante
  • con Clara Galante
  • consulenza movimenti scenici Gioele Coccia · elementi scenici Emanuele Salamanca
  • assistente volontaria Aurora Forti
×
Linee di fuga, ritratto in bianco e nero di Nicola Tartarone

Associazione culturale Miracolo dei Borbone presenta

Linee di fuga

scritto, interpretato e diretto da Nicola Tartarone

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

In Linee di fuga la prospettiva non è solo una tecnica di disegno per ordinare lo spazio, ma la metafora di un modo di abitare il mondo. Gregorio, docente di architettura, usa la razionalità come strumento per contenere il caos. Ma ciò che può essere progettato sulla carta non sempre contiene la complessità dell'esistenza. Quando la sua costruzione interiore si incrina, l'aula in cui insegna si trasforma in uno spazio mentale: una tana, un labirinto, una macchina difensiva. Qui prende forma il suo alter ego kafkiano, l'Uomo-Talpa, creatura grottesca e fragile che scava per proteggersi e finisce imprigionata.

Il riferimento a Kafka si intreccia alle riflessioni di Deleuze e Guattari sul "divenire animale", processo capace di incrinare un'identità rigida attraverso una "linea di fuga". Ma ogni fuga resta ambigua: può aprire una via verso la libertà o trasformarsi in un corridoio senza uscita. Non assistiamo alla caduta di un uomo, ma al tentativo di attraversare ciò che egli stesso ha costruito per difendersi dal mondo. Forse, quando una linea si interrompe, non indica un fallimento ma l'inizio inatteso di uno sguardo nuovo.

  • costumi Federica Del Gaudio · musiche Andrea Gianessi
  • aiuto regia Mariachiara Falcone
×
Satnam di Mario Gelardi, braccianti al lavoro in un campo di pomodori

B.E.A.T Teatro presenta

Satnam

di Mario Gelardi

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Questo progetto teatrale si ispira liberamente a una storia vera, alla vicenda di Satnam Singh, morto nel giugno 2024 dopo un grave infortunio sul lavoro e il successivo abbandono del suo corpo, avvenuto durante un trasporto effettuato dal datore di lavoro. Un furgone, un tragitto breve: lì si rivela la violenza ordinaria del lavoro nero. Un bracciante ferito, la moglie accanto, il padrone alla guida.

Nessuna ricostruzione dei fatti, ma l'esposizione di un sistema che sfrutta, sostituisce, abbandona. Nel silenzio del viaggio, ogni gesto diventa scelta. L'opera interroga la normalità che rende possibile l'abbandono dei più fragili.

  • con Anna De Stefano e Domenico Quattroventi
  • regia di Gennaro Maresca
×
Trianon di Enzo Moscato, un ambiente sotterraneo con pareti scrostate e una finestra a grata

Teatro Elicantropo Anonima Romanzi presenta

Trianon

di Enzo Moscato

Con gli allievi del L.T.P.

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

"Nessuna parola già detta, nessun movimento, nessun gesto, nessun respiro, già vissuti, dovrebbero venir considerati finiti, de-finiti, esautorati, morti." È da queste parole di Enzo Moscato che nasce la nostra esigenza di mettere in scena questo testo. Continuare a raccontare, come lui ha fatto per tutta la sua vita, quella parte di città che ancora oggi non riesce a liberarsi dai giudizi e dai pregiudizi, esclusa per la sua diversità, messa a tacere ogni qual volta provi a riscattarsi, ma sempre relegata ai margini di quella stessa società che se ne serve solo per il proprio tornaconto.

"Il teatro non è soltanto evasione o fruizione estetica, ma il tentativo di rifondare una coscienza civile e collettiva: un modo per fare anima. Serve a fare i cittadini, costruisce, può costruire la bellezza, la leggerezza, la soavità ma anche senso etico e morale dell'individuo."

  • progetto di e con Mariachiara Falcone, Cecilia Lupoli, Benedetta Scarpati e Imma Villa
  • sguardo esterno Carlo Cerciello
×
Scannasurice di Enzo Moscato, Imma Villa in scena dentro una cornice di lampadine

Anonima Romanzi Teatro Elicantropo presenta

Scannasurice

di Enzo Moscato

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Scannasurice è il testo che nel 1982 segnò il debutto di Enzo Moscato come autore e interprete. Si tratta di una misteriosofica discesa agli inferi, nella definizione resa dal suo autore, che attraversa le faglie, le ferite della napoletanità. Racconta un terremoto metaforico, quello legato alla precarietà dettata dalla perdita di futuro in seguito al terremoto del 1980, ma anche quello esistenziale profondo che attraversa il protagonista.

Scannasurice è, infatti, un femminiello dei Quartieri Spagnoli che fa la vita, "batte". Vive in una stamberga, piena di cianfrusaglie e immondizia e parla con i topi, metafora dei napoletani stessi, con cui ha un rapporto di amore-odio. Privo di identità sessuale, metafora universale di incompletezza e inadeguatezza come solo i femminielli di Moscato sanno essere, la creatura, a metà tra l'osceno e il sublime, distilla imprecazioni esilaranti, filastrocche popolari e antiche memorie in un'alternanza di ritmi e di sonorità, che rendono lo spettacolo profondamente affascinante.

  • con Imma Villa
  • scena Roberto Crea · costumi Daniela Ciancio · disegno luci Cesare Accetta
  • musiche originali Paolo Coletta · suono Hubert Westkemper
  • foto di scena Anna Camerlingo · direttore tecnico Andrea Iacopino
  • aiuto regia Aniello Mallardo · assistente alla regia Serena Mazzei
  • regia Carlo Cerciello

2023 Concetta Barra · 2018 Mario Mieli · 2017 Le Maschere del Teatro · 2015 Annibale Ruccello · 2015 Associazione Nazionale Critici di Teatro · 2015 Pulcinellamente

×
Tutte queste ossa fragili qui riunite, teatro d'oggetti: un'attrice tra scatole di legno con scritte a gesso

Créature Ingrate presenta

Tutte queste ossa fragili qui riunite

Tous ces os fragiles qui se rassemblent

di Valentina Sanseverino, Silvia Torri, Rita Giacobazzi

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

A. era un uomo di origine lituana che V. incontrava ogni giorno nel suo quartiere. All'epoca lui era senza fissa dimora. Il giorno in cui viene a sapere della sua morte, V. si pone per la prima volta una domanda: come si può elaborare il lutto per un uomo sconosciuto? Chi dà testimonianza della vita delle persone rese invisibili dalla nostra società?

Attraverso il teatro e il teatro d'oggetti, la compagnia Créature Ingrate interroga i legami che ci uniscono nella società. Tra straniamento e introspezione, accompagna il pubblico in un viaggio intimo e politico, alla ricerca di senso e di una forma di riparazione di fronte alle disuguaglianze sociali.

  • drammaturgia e collaborazione alla scrittura Marion Stenton · sguardo esterno Katy Deville
  • scena Federica Buffoli, Laurine Firmin · assistenza alla costruzione Morgan Nicolas
  • disegno luci Anaïs Claire Panagiotou · creazione sonora Raphaël Carle
  • direzione dell'attrice Celia Dufournet · costumi Anna Wolkowicz · consulenza Taïcyr Fadel
  • regia Valentina Sanseverino
  • coprodotto da Marionnettissimo e L'Usinotopie, con il sostegno finanziario della DRAC Occitanie e della Région Occitanie
×
Salmoni, Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca in tuta bianca e casco su un palco illuminato di blu

Compagnia Valdrada presenta

Salmoni

fa ridere ma anche riflettere

di e con Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

E se per migliorare la propria vita bastasse partecipare a un reality? Due sconosciuti vengono accoppiati da un algoritmo e catapultati in Top Games, un gioco che promette riscatto sociale e un futuro migliore. Lei vuole scegliere la propria vita. Lui vorrebbe semplicemente vivere la sua. Salmoni è una drammaturgia originale che intreccia satira e distopia per esplorare le logiche del cosiddetto "capitalismo della sorveglianza".

Tra stereotipi di genere e omofobia, il gioco si trasforma in un meccanismo sempre più imprevedibile, che alterna momenti comici a derive disturbanti, mentre la voce dell'intelligenza artificiale accompagna, guida e sorveglia i protagonisti. In un mondo che assegna a ciascuno una categoria, un ruolo e un posto da occupare, la normalità diventa un requisito e la libertà un'anomalia da correggere. Salmoni racconta una risalita controcorrente, dove sopravvivenza e lealtà si scontrano e ogni scelta mette in gioco qualcosa di più della semplice vittoria. Perché la vera domanda non è chi riuscirà ad arrivare in cima, ma chi siamo disposti a diventare per riuscirci.

  • audio e luci Mariagiulia Di Lizia
×
Gaber sotto le stelle, Valentina Luporini canta con la chitarra in luce viola

Fondazione Gaber presenta

Gaber sotto le stelle

di e con Valentina Luporini

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Arriva a Napoli Valentina Luporini, attrice e drammaturga teatrale, figlia di Sandro Luporini, pittore e autore viareggino che, insieme a Giorgio Gaber, ha dato vita al Teatro Canzone. Valentina presenta "Gaber sotto le stelle", spettacolo nel quale si confronta direttamente con il repertorio di famiglia, portando in scena una nuova prospettiva sul Teatro Canzone, un dialogo tra la nuova generazione e un patrimonio artistico che continua a interrogare il presente.

Polistrumentista, Valentina cura gli arrangiamenti insieme a Diego Rodriguez Puerta: al cantautorato classico, chitarra e voce, si accostano sonorità provenienti da altri continenti, con percussioni brasiliane e musica elettronica. Lo spettacolo è inoltre interattivo, e il rapporto con il pubblico diventa parte della dimensione scenica.

  • supporto alla creazione musicale di Diego Rodriguez Puerta
  • consulenza artistica di Sandro Luporini
×
Cantare il disincanto, Canio Loguercio su una terrazza con Napoli alle spalle Foto Riccardo Siano

Cantare il disincanto

1963 – studio per la messinscena di un monologo con canzoni tristi

di e con Canio Loguercio

Biglietti: intero € 15 · ridotto € 12 · allievi e universitari € 10
Usi Google Calendar? Aggiungilo da qui

Canio Loguercio racconta in parole e musica il disagio e la malinconia nella canzone d'autore negli anni del miracolo economico. È un viaggio-racconto in cui Canio, attraverso appunti, ricordi, canzoni e frammenti, rievoca la memoria storica, personale e collettiva, dei primi anni sessanta, con un focus sul 1963, costruendo una sorta di drammaturgia intima e condivisa sulla perdita e la nostalgia.

Il monologo è l'adattamento di un testo che Canio Loguercio ha scritto per il libro Cantare il disincanto, disagio e malinconia nella canzone d'autore italiana negli anni del miracolo economico. A partire dagli anni '60, i cantautori italiani hanno fatto sentire la loro energia e la loro ispirazione attraverso canzoni di malinconia e di rinuncia. Collocandosi in posizione di contraddizione e divergenza rispetto ai sentimenti prevalenti, hanno inventato un'estetica del disagio che si inoltrava nei luoghi oscuri di anni, per tanti versi felici e innovativi, della storia italiana del secondo Novecento.

  • dal libro Cantare il disincanto di Giulio de Martino, con contributi di Canio Loguercio, Salvatore Rossi e Carlo Serra (Manzoni Editore / Urania Records, 2025)
×

Biglietti

Prezzi e prenotazioni

Prenotazione consigliata: i posti sono 70.

Intero
€ 15
Ridotto
€ 12
Allievi delle scuole di teatro e studenti universitari
€ 10

Il progetto · 6° anno

La ricerca del tragico ritrovato

Per sottolineare il senso profondo delle tragedie che continuiamo ad attraversare e il riflesso che esse hanno nella nostra vita, il Teatro Elicantropo affronta per il sesto anno il tema del "tragico" in teatro, quello che Testori definiva "l'inizio e la fine del teatro stesso". Continuando a seguire, dunque, quel filo invisibile e misterioso, rituale e irrituale, poetico e perciò eretico, quello sguardo oltre ciò che vediamo o che siamo assuefatti a vedere, quello sguardo, come affermava Heiner Müller, dentro le nostre stesse vene, che scorra con il sangue fino alla verità ultima, tentiamo di recuperare il "tragico", come estrema, inevitabile e indicibile verità della vita.

La tragedia greca ci insegna che la funzione del teatro nella società in cui opera è altissima, ma degenera contestualmente al degenerare della società stessa. Quella umanità che nel V secolo, cogliendo il senso del tragico dell'esistenza umana, inventò la tragedia greca, è molto lontana dalla nostra, volutamente distratta dal dolore umano e dal suo destino mortale, tutta tesa com'è a congelarlo, imbellettarlo e nasconderlo, nell'impossibile desiderio di esorcizzarlo. È questa l'alchimia moderna: l'eliminazione del tragico dalla nostra vita. La televisione in questo è maestra, poiché costruisce un perfetto mezzo di persuasione-assuefazione e il potere la utilizza, quotidianamente, in tale direzione.

Il senso politico del tragico, oggi si traduce in "tragica assenza di tragedia". Il fastidioso gioco di parole, esplicita bene il senso di impotenza, di rabbia, dinanzi al perpetrarsi di una costante narcotizzazione delle coscienze, che, di fatto, allontana la consapevolezza della condizione umana e ne distrugge la dignità. È il tempo dell'orrore, del cinismo, della mistificazione, della scomparsa dei più elementari valori umani e tutto ciò si verifica alla luce del sole, dinanzi ai nostri occhi, nell'assuefazione e nell'indifferenza più assoluta. In queste condizioni è davvero difficile continuare a fare teatro, se non in forma di denuncia.

Gli spettacoli contraddistinti con l'elica rossa vedono l'impiego di allievi del Laboratorio Teatrale Permanente, progetto ministeriale di formazione e perfezionamento professionale.

Per la particolare struttura degli spettacoli e dello spazio è consigliata la prenotazione. Il teatro è privo di barriere architettoniche.

Direzione artistica Carlo Cerciello. Stagione realizzata con il contributo della Regione Campania, Legge 6/2007.

Prenotazione

Prenota uno spettacolo

Posti

Si apre WhatsApp con il messaggio pronto: ti basta premere invia. Il teatro ti risponde confermando la prenotazione e l’orario d’inizio.

Formazione

Chiedi informazioni su un corso

Si apre WhatsApp con il messaggio pronto: ti basta premere invia.