Il triennio

Laboratorio Teatrale Permanente

Scuola di teatro, formazione dell'attore e ricerca scenica a Napoli.

Il Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo si compone di due corsi, uno pomeridiano e uno serale. La frequenza per entrambi i corsi è bisettimanale.

Il percorso

Responsabilità, consapevolezza, pratica

Il Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo è il percorso principale di formazione teatrale del teatro: una scuola di teatro a Napoli dedicata alla recitazione, alla voce, alla drammaturgia e alla presenza scenica.

Il Laboratorio non vuole proporre un solo teatro o un solo modo di farlo. L'obiettivo è evitare illusioni e rendere l'allievo responsabile, consapevole e motivato nel lavoro teatrale, dentro un percorso fatto di pratica, sedimentazione ed esperienze diverse.

Laboratorio Teatrale Permanente
Laboratorio Teatrale Permanente

Il triennio

Una struttura progressiva

Il corso di teatro a Napoli del Teatro Elicantropo si sviluppa in un triennio di base. Il ritmo dei tre anni accompagna l'allievo dai fondamenti del lavoro scenico alla relazione con testo, spazio e messa in scena.

I anno Scoperta II anno Limiti III anno Conferma
01

Tre anni di base

Il Laboratorio si articola su tre anni di base, pensati come percorso progressivo di formazione teatrale.

02

Due corsi

Il percorso comprende un corso pomeridiano e un corso serale, con frequenza bisettimanale.

03

Da ottobre a giugno

I corsi hanno inizio nel mese di ottobre e terminano a giugno, per un totale indicativo di 6/7 ore di frequenza.

Programma di lavoro

Programma delle discipline

Il programma raccoglie le discipline principali del Laboratorio Teatrale Permanente e permette di leggere il percorso nei suoi tre anni: presenza scenica, voce, recitazione, canto, drammaturgia, semiotica dell'attore e pratica della messa in scena.

Corpo, voce, testo, spazio

Le discipline principali del lavoro scenico

Il Laboratorio attraversa le componenti fondamentali del lavoro dell'attore: la presenza del corpo, la voce, il testo, la relazione con lo spazio, l'ascolto, il ritmo e la costruzione della scena. Le discipline non sono compartimenti separati, ma strumenti che convergono nella pratica della recitazione e della messa in scena.

01

Presenza scenica e recitazione

La presenza scenica nasce dall'incontro fra corpo, energia, equilibrio, ascolto e relazione. La recitazione non viene isolata dalla scena: diventa pratica concreta di rapporto con testo, spazio e pubblico.

02

Voce, dizione e parola

Tecniche vocali, dizione, articolazione e lettura logica aiutano l'allievo a trasformare l'immagine in pensiero e poi in parola, lavorando sulla voce insieme al corpo.

03

Canto, musica e ritmo

Il canto e la musica in teatro attraversano ritmo, altezza, intensità, timbro, ascolto, fonazione, intonazione e interpretazione del canto teatrale.

04

Drammaturgia e teoria teatrale

La lettura del testo drammaturgico passa attraverso strutture, architetture, modelli teatrali, storia della scena e confronto fra testi classici e riscritture moderne.

05

Semiotica dell'attore

Il lavoro sull'attore comprende attenzione, concentrazione, spazio scenico, percezione del corpo, ascolto, relazione, azione, reazione, segni e consapevolezza performativa.

Figure e programmi di lavoro

Dentro le discipline del Laboratorio

I contenuti del programma 2023/2024 mostrano un laboratorio teatrale costruito su pratica dell'attore, voce, recitazione, musica, drammaturgia e consapevolezza dei segni scenici.

Carlo Cerciello

Grammatica e sintassi dell'essere in scena

Il lavoro guidato da Carlo Cerciello riguarda le ragioni della scelta teatrale, il metodo, lo spazio scenico, l'energia, l'equilibrio, la coralità, il ritmo, la respirazione, la voce, il rapporto tra punteggiatura dell'autore e punteggiatura dell'attore. Nel primo anno attraversa esercizi fisici, respirazione diaframmatica, risuonatori, vocali e fiato, coro, studio di una scena, psicologia dei personaggi, relazione, tensione, conflitto, messa in scena e rapporto attore-spettatore. Nel secondo e terzo anno si approfondiscono lettura e studio del testo, Shakespeare, Macbeth, Amleto, Heiner Müller, Quartett, monologhi, dialoghi, ritmo, carattere e sfumature fino all'elaborazione scenica di fine anno.

Roberto Azzurro

Tecniche vocali, dizione e recitazione

Il lavoro di Roberto Azzurro riguarda la parola come strumento di comprensione, pensiero e immagine. Il programma attraversa dizione, articolazione, lateralità, eliminazione della cadenza dialettale, lavoro sulla voce con il corpo, lettura logica e traduzione dell'immagine in parola. Tra i materiali compaiono letteratura, poesia e teatro: Tomasi di Lampedusa, Peppe Lanzetta, Manlio Santanelli, Edgar Lee Masters, D'Annunzio, Pascoli, Eschilo, Shakespeare, Pinter, Čechov e Strindberg.

Paolo Coletta

Canto e musica in teatro

Il corso di Paolo Coletta lavora sul rapporto tra musica e teatro come due facce di una stessa medaglia. Ritmo, altezza del suono, intensità, timbro, colore, ascolto, teoria musicale, musica di scena e decodifica del testo diventano strumenti per la pratica teatrale. Il percorso pratico comprende fisiologia del corpo scenico, respiro, movimento, solfeggio ritmico, sincronismo tra fonazione e movimento, ear training, intonazione e interpretazione del canto teatrale.

Programma storico 2023/2024

Drammaturgia e teoria teatrale

Nel programma storico 2023/2024 la parte di drammaturgia e teoria teatrale affronta pragmatica della comunicazione, strutture archetipiche dei personaggi, architettura drammaturgica, tragedia, commedia e farsa, modelli aristotelici, non-aristotelici e anti-aristotelici, storia del teatro occidentale e strumenti di lettura del testo. Il lavoro comprende confronti tra testi classici e riscritture moderne, da Eschilo e Gide a Sofocle e Anouilh, fino ad autori contemporanei e postmoderni come Koltès, Tarantino, Bernhard, Copi, Yasmina Reza e Stefano Massini.

Aniello Mallardo

Semiotica dell'attore

Il lavoro di Aniello Mallardo attraversa rilassamento, riscaldamento fisico e vocale, attenzione, concentrazione, spazio scenico, percezione del corpo, centro motore, corpo immaginario, ascolto e relazione. Nel primo anno incontra oggetto concreto, astratto e rifunzionalizzato, memoria sensoriale e affettiva, immaginazione, fantasia, improvvisazione verbale e non verbale. Nel secondo e terzo anno emergono contesto comunicativo, azione e reazione, controllo e consapevolezza, prossemica, cinesica, mimica, prosodia, segni convenzionali e atto performativo come segno di realtà.

Una formazione che apre incontri

Esperienze, maestri, professionisti della scena

Dopo il triennio di base, il percorso può proseguire con un periodo di ulteriore approfondimento attraverso esperienze seminariali, incontri con artisti, maestri ed esperti teatrali. Il Laboratorio Teatrale Permanente è presentato nei materiali del Teatro Elicantropo come un riferimento importante per la crescita culturale e professionale nell'ambito teatrale.